
Il caldo nei bambini può essere un nemico fastidioso: è consigliabile bere molto favorendo l’idratazione, proteggere la testa e usare creme sol...
Tra le malattie legate al calore esiste anche la febbre che d'estate può colpire i bambini? Facciamo chiarezza fornendo indicazioni utili per i genitori.
È quindi doveroso porre l’attenzione sulla cosiddetta febbre da caldo nei bambini, evidenziando le differenze con il colpo di calore e individuando per entrambe i fattori di rischio e gli interventi da mettere in atto per preservare la salute del bambino.
Il caldo nei bambini può essere un nemico fastidioso: è consigliabile bere molto favorendo l’idratazione, proteggere la testa e usare creme sol...
Sono diverse le conseguenze delle ondate di calore, tanto che l’aumento delle temperature è spesso causa di diverse malattie legate al calore (insolazione, esaurimento, sincope, crampi, eritemi, eccetera). Di per sé la febbre da caldo più che una malattia è una conseguenza del caldo percepito nell’ambiente in cui ci si trova e del metabolismo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce normale la temperatura centrale che è compresa tra 36.5 e 37.5°C. Per mantenere questa temperatura corporea l’organismo attiva il processo di termoregolazione tramite il quale produce, disperde e conserva calore.
È sufficiente che la temperatura aumenti anche meno di un grado per attivare i recettori per il calore che inviano i segnali all’ipotalamo che di conseguenza attiverà la vasodilatazione cutanea e la sudorazione, meccanismi con i quali ripristinare la temperatura corretta.
L’aumento delle temperature è un fenomeno che non va mai sottovalutato, specie nei bambini fino a 4 anni che sono più sensibili al caldo, hanno un sistema di termoregolazione ancora non completamente sviluppato e, in quanto non autosufficienti, non sono in grado di gestire correttamente l’ambiente circostante e procurarsi liquidi a sufficienza.
La febbre da caldo può portare a sintomi lievi come edemi, crampi e svenimenti, ma anche condizioni più gravi come congestione, disidratazione e colpi di calore. Condizioni di caldo più estreme e una febbre da caldo non correttamente gestita possono evolvere in condizioni più gravi che possono danneggiare anche gli organi vitali, compreso il cervello.
Per risolvere la febbre da caldo è importante aumentare l’assunzione di liquidi integrando se necessario i sali minerali dispersi con l’eccessiva sudorazione. Un aspetto fondamentale è quello legato alla prevenzione, evitando un’eccessiva esposizione al sole, prevedendo l’utilizzo di un abbigliamento adeguato e preferendo, specie per i bambini più piccoli, ambienti freschi e ombreggiati.
D'estate è importante proteggere la pelle dei più piccoli. Per questo, è fondamentale scegliere le giuste creme solari per neonati e bambini.
Il colpo di calore è una forma grave di febbre da caldo ed è quindi una condizione più seria e da non confondere. I colpi di calore sono determinati da un improvviso innalzamento della temperatura a seguito di uno sforzo fisico o di una prolungata esposizione alle alte temperature. Questa condizione va trattata con tempestività in quanto è una vera e propria emergenza di salute che può danneggiare cuore, reni, muscoli e cervello e portare anche alla morte del bambino.
Il colpo di calore si verifica con la temperatura corporea che raggiunge i 40°C e un eccesso di disidratazione. Inoltre può associarsi a nausea, vomito, respiro affannato, mal di testa, aumento del battito cardiaco, arrossamento della pelle e l’alterazione della sudorazione. I bambini con un colpo di calore possono essere maggiormente irritabili, confusi, agitati, avere le convulsioni e non riuscire a parlare correttamente.
Il colpo di calore può interessare tutti i bambini esposti eccessivamente alle alte temperature, ma rischi maggiori sono per quelli affetti da malattie croniche. In caso di colpo di calore è fondamentale chiamare i soccorsi e nel frattempo spostare il bambino in un’area ombreggiata e fresca (non sotto l’ombrellone), metterlo in posizione supina con le gambe sollevate rispetto al tronco, rimuovere gli indumenti e somministrare liquidi freschi (non troppo freddi) a piccoli sorsi.
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