
Il dito in bocca nei neonati è un'abitudine legata al processo di suzione. Vediamo le principali conseguenze e quando occorre preoccuparsi.
Non solo cattiva abitudine ma anche un potenziale rischio per la salute; ecco perché (e come) non bisogna mettersi le dita nel naso.
Non tutti, infatti, si mettono le dita nel naso per lo stesso motivo ed è utile conoscere capire perché i più piccoli lo fanno, quali sono i rischi e come insegnare loro ad abbandonare questo comportamento. Soprattutto considerando come il mettersi le dita nel naso, secondo diversi studi, potrebbe avere conseguenze non indifferenti.
Cerchiamo di capire come gestire il fenomeno dei bambini che si mettono le dita nel naso.
Sono diversi i motivi per cui i bambini si mettono le dita nel naso. La causa principale è riconducibile, spiega il portale WebMD, alla necessità di liberare il passaggio nasale da qualcosa che si è depositato al suo interno e che genera prurito e disagio (come le “caccole”).
Queste condizioni si verificano maggiormente a seguito di infezioni alle vie respiratorie superiori che sono responsabili dell’aumento dei livelli di muco nasale e della formazione di muco secco.
Il MedicalNewsToday aggiunge tra le cause per cui i bambini si mettono le dita nel naso le irregolarità del setto nasale che possono determinare difficoltà respiratorie e un maggior accumulo di muco. C’è però anche chi lo fa per noia o come un’abitudine nervosa (un comportamento compulsivo).
Il dito in bocca nei neonati è un'abitudine legata al processo di suzione. Vediamo le principali conseguenze e quando occorre preoccuparsi.
Di per sé il mettersi le dita nel naso è generalmente innocuo e, al di là dell’aspetto sociale di essere un comportamento poco elegante, non causa gravi conseguenze. I principali motivi per sconsigliare di farlo sono legati alla diffusione di batteri (sia quelli presenti nel muco che quelli accumulati nelle dita che possono essere introdotti nell’organismo tramite il canale nasale), all’irritazione delle mucose del naso, sanguinamento e la possibilità di provocare ferite (specialmente tramite le unghie).
Diverse ricerche, come riferito dalla Griffith University, suggeriscono come il mettersi le dita nel naso possa danneggiare non il rivestimento interno ma anche il cervello. Questo perché i virus e i batteri (specialmente la Chlamydia pneumoniae) introdotti tramite le dita possono raggiungere il cervello, causando patologie come il morbo di Alzheimer. Il nervo olfattivo, infatti, ha la particolarità di aggirare la barriera ematoencefalica (una delle più importanti del cervello) e se viene colpito da virus e batteri questi possono facilmente, complice anche la poca distanza, raggiungere il cervello.
Le stesse ricerche hanno individuato come anche il nervo trigemino possa essere utilizzato da virus e batteri per raggiungere il cervello, e sembra non essere un caso che tra i primi sintomi dell’Alzheimer ci siano proprio quelli legati alla regione olfattiva e al tronco cerebrale. Ovviamente tale ipotesi va confermata da ulteriori ricerche e non c’è un rapporto di causa ed effetto, ma questa apparentemente innocua abitudine potrebbe costituire un significativo fattore di rischio per l’Alzheimer e altre malattie di questo tipo.
È apparentemente il metodo meno efficace ma sicuramente è il più adeguato. Ai bambini vanno spiegate le cose, ovviamente in termini semplici, mostrando loro quali sono le ragioni per cui mettersi le dita nel naso è un comportamento non solo sbagliato, ma anche pericoloso.
Perché il bambino si mette le dita nel naso? Se è un’abitudine è un discorso, se è una costante necessità di liberare le narici dalla presenza di caccole e crosticine allora può essere utile aiutarlo con altri metodi, come insegnargli fin da subito a soffiarsi il naso da solo.
Uno dei motivi principali per cui i bambini si mettono le dita nel naso è perché le vie aeree superiori sono ostruite o secche. Durante il periodo dell’anno in cui è maggiore il rischio di andare incontro a questi disturbi è utile intervenire con regolari lavaggi nasali e mantenere idratato il bambino in modo che si riduca il rischio di secchezza e formazione di caccole.
Non basta una spiegazione o un lavaggio nasale per far smettere il bambino; mentre impara ad abbandonare questo comportamento, è utile educarlo a lavarsi regolarmente le mani. Se non riesce a evitare di infilare le dita nel naso, almeno queste sono il più pulite possibile.
Sgridare un bambino è spesso più controproducente che utile e anche in questo caso difficilmente lo aiuterà a capire e ad abbandonare questo comportamento. La pazienza e il dialogo sono, seppur più difficili, strumenti migliori e più efficaci.
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