
Quali sono le tappe dello sviluppo motorio del neonato? Ecco cosa si può fare per favorirlo e quando invece bisogna iniziare a preoccuparsi.
I bambini impiegano diverso tempo prima di riuscire ad afferrare correttamente un oggetto, a capire le distanze e a svolgere diverse attività manuali. Nei primi anni di vita deve infatti sviluppare e perfezionare la coordinazione occhio-mano. Ecco di cosa si tratta (e come migliorarla).
Parliamo di una capacità che si acquisisce e perfeziona nel tempo e che deve essere supportata adeguatamente, soprattutto attraverso il gioco, dai genitori.
La coordinazione oculo-manuale coinvolge, come indica il nome stesso, sia l’apparato visivo sia quello motorio e fisico e per questo richiede diverso tempo, ovvero quello necessario perché il bambino acquisisca tutta una serie di competenze e le faccia proprie. Per questo la coordinazione oculo-manuale è un processo che si migliora e perfeziona indicativamente per tutti i primi sette anni di vita del bambino.
Scopriamo meglio di cosa si tratta, quali sono le fasi di questo sviluppo e come aiutare il bambino ad acquisire al meglio queste competenze.
La coordinazione occhio-mano (detta anche coordinazione oculo-manuale) può essere definita come la capacità di elaborare le informazioni che riceviamo dall’apparato visivo (gli occhi) e inviare correttamente (tramite il cervello e l’apparato neurologico) i segnali agli arti superiori (braccia e mani) per muoverli in maniera corretta all’esecuzione di un’attività.
Per gli adulti, tanto per fare un esempio, è normale vedere la penna sul tavolo, impugnarla per il verso giusto e inclinarla per fare un segno (scrivere o disegnare) su un pezzo di carta.
Così come è normale vedere un libro sullo scaffale o un articolo nella dispensa ed estendere il braccio per prenderlo e portarlo a sé. Per il bambino non è così ed è una cosa molto evidente quando li si osserva relazionarsi con il mondo esterno.
Inizialmente il neonato neanche muove molto gli arti superiori e anche delle dita delle mani non ha proprio un controllo pieno e ottimale. Con il passare delle settimane e dei mesi, invece, scopre di saper fare molte cose (muovere la testa, distendere le braccia, aprire e chiudere le mani, eccetera) e applica queste abilità per scoprire il mondo che lo circonda. Ovviamente non impara subito ad avere una coordinazione precisa, ma questa si sviluppa con il passare degli anni.
Quali sono le tappe dello sviluppo motorio del neonato? Ecco cosa si può fare per favorirlo e quando invece bisogna iniziare a preoccuparsi.
Dal momento della nascita fino indicativamente al compimento dei tre anni i bambini sviluppano innanzitutto una capacità di visione che li porta a seguire con lo sguardo (anche muovendo la testa) gli oggetti che si muovono lentamente. In questo stesso periodo i bambini imparano ad afferrare degli oggetti, abilità che risulta utile, per esempio, anche nello svezzamento.
In questi primi anni il bambino inizia poi a comprendere anche le indicazioni (sopra sotto, su e giù, eccetera) e perfeziona la cosiddetta motricità fine, ovvero la condizione che, tra le altre cose, consente al bambino di manipolare oggetti e acquisire funzioni sensoriali.
Oltre a perfezionare quanto acquisito e imparato nei primi tre anni di vita, nei successivi due riesce anche a imparare a riconoscere la profondità e la distanza degli oggetti, così come a maturare una preferenza per la mano destra o quella sinistra.
In questo periodo si perfeziona ulteriormente la motricità fine tanto che il bambino impara a impugnare e utilizzare le forbici, le matite e le penne e a sviluppare la propria manualità.
Sono fondamentalmente due i problemi che possono ridurre o condizionare negativamente lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale nei bambini: i problemi alla vista e i disturbi del movimento. La disabilità visiva, qualsiasi essa sia, dai problemi di miopia e messa a fuoco alla perdita dell’acuità o del campo visivo, è indubbiamente un problema per lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale.
Oltre al problema sulla coordinazione in sé, anche in base al tipo di difetto visivo, il bambino subisce conseguenze anche dal punto di vista emotivo e psicologico, essendo limitata la sua esperienza e la capacità di interagire con il mondo circostante.
Per quel che riguarda i disturbi del movimento, invece, entriamo in un campo potenzialmente ancora più vasto. Due dei principali disturbi che possono essere associati alla difficoltà dello sviluppo della coordinazione occhio-mano sono l’atassia e l’ipertonia. Nel primo caso si ha l’incapacità di avere una vera e propria coordinazione, causando movimenti imprecisi, instabili e goffi.
L’ipertonia, invece, provoca un anomalo aumento della tensione muscolare con l’incapacità di muovere correttamente il muscolo coinvolto. Anche in questo caso le conseguenze psicologiche ed emotive non sono meno significative di quelle fisiche.
L’attenzione verso lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale è fondamentale nella crescita del bambino non solo per consentirgli di svolgere autonomamente le varie attività quotidiane. Diversi studi condotti sull’argomento, infatti, mostrano come i bambini con una coordinazione occhio-mano migliore hanno ottenuto voti più alti durante i primi anni di scuola, non solo per le materie di scrittura, ma anche per quelle di lettura e per i compiti di matematica. Al di là del voto in sé questo dimostra una maggiore capacità di apprendimento e di svolgimento dei vari compiti assegnati.
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Come abbiamo anticipato è possibile lavorare sulla coordinazione oculo-manuale dei bambini, aiutandoli a svilupparla e a farlo correttamente. La premessa doverosa è che tale lavoro va fatto con gradualità e paradossalmente senza l’insistenza di voler raggiungere l’obiettivo.
L’utilizzo di giochi e attività divertenti, infatti, è finalizzata proprio a permettere al bambino di conoscere il proprio corpo e di acquisire in maniera spontanea e non forzata questo tipo di coordinazione.
Tra i giochi utili a questo scopo ci sono le costruzioni, i puzzle, i giocattoli nei quali inserire le forme, le palle e, quando sono più grandi, i quaderni e i libretti da disegnare e colorare. Tra le attività che è possibile far fare ai propri bambini, anche in base all’età, è quella di lanciare in aria la palla e imparare a riprenderla. Anche le attività con i lacci e i nastri, da legare e intrecciare, può essere molto utile per migliorare la coordinazione oculo-manuale.
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