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Digrignare i denti è generalmente una condizione innocua e passeggera, ma che deve essere monitorata per comprenderne le cause ed evitare conseguenze più gravi.
Nonostante non sia una vera e propria malattia e tenda a sparire con il completamento della dentizione, è doveroso prestare attenzione in quanto può essere responsabile di una serie di conseguenze, non solo per quel che riguarda la salute dei denti.
Con il termine bruxismo si intende il movimento muscolare ripetitivo che porta il bambino a digrignare o serrare i denti con lo sfregamento dell’arcata superiore contro quella inferiore. È un fenomeno che può verificarsi sia di giorno che di notte (e in questo caso si parla di bruxismo notturno).
Gli episodi di bruxismo durano pochi secondi e si ripetono più volte nel corso del giorno e della notte. La loro breve durata rende spesso difficile (se non impossibile) per i genitori scoprire quando i propri bambini digrignano i denti.
Non esiste un’evidenza che confermi le cause che provocano questo movimento involontario nei bambini. Tra i fattori che possono aumentare la possibilità di bruxismo nei bambini ci sono una personalità ansiosa, il soffrire di reflusso gastroesofageo, le difficoltà di concentrazione durante le attività quotidiane, la stanchezza e lo stress.
Non sono da sottovalutare le cause di stress nei bambini, specialmente durante l’epoca scolare, in quanto è stato riscontrato come chi è vittima di bullismo tenda a sviluppare un comportamento di questo tipo. Per il bruxismo notturno, invece, una causa potrebbe essere quella dei cosiddetti micro-risvegli e di tutte quelle attività che possono interferire negativamente sul sonno del bambino.
Per il bruxismo notturno sono stati condotti studi che sembrerebbero individuare nelle infezioni delle vie aeree superiori una causa responsabile del digrignamento involontario dei denti. È possibile individuare anche una causa “comportamentale” in bambini che vedono i propri genitori avere questa abitudine e che tendono a ripeterlo.
Anche un’eccessiva dipendenza da smartphone, tablet e altri strumenti elettronici può scatenare il bruxismo come conseguenza degli stipoli prodotti sul cervello dalla luce emessa da questi dispositivi e dalla postura del collo e della testa assunta per utilizzarli.
All’inizio della dentizione, invece, il bruxismo nei bambini è fisiologico in quanto legato alla poca stabilità della mandibola nella parte posteriore delle arcate dentarie legate alla fuoriuscita dei primi degli incisivi.
Anche la presenza di patologie, più o meni gravi, può interferire con il sonno dei bambini e portare a fenomeni di bruxismo. In particolare alcune gravi forme di ritardo mentale, paralisi cerebrale o encefalopatia può avere come effetto anche quello di digrignare i denti.
Abbiamo accennato alla difficoltà dei genitori di scoprire se i propri bambini hanno episodi di bruxismo, proprio per la loro natura sporadica e di breve durata. Come abbiamo avuto modo di approfondire parlando delle cause, il bruxismo diventa un problema di cui preoccuparsi quando è associato ad altri disturbi o, ancora, è una conseguenza di problemi ben più gravi.
L’attenzione dei genitori, quindi, va posta sullo stato di salute (non solo fisica) e serenità dei propri figli. In un contesto di questo tipo, infatti, il bruxismo risulta poco grave e si risolve spontaneamente con il passare del tempo.
A fronte di episodi di stress o altre condizioni non sane è sempre doveroso approfondire il problema per risolvere più la causa che il bruxismo in sé. Anche perché di per sé non esistono cure e trattamenti per una condizione che, nella stragrande maggioranza dei casi, è del tutto innocua e rappresenta più un indicatore di un malessere che un problema in sé sul quale concentrarsi.
Nonostante, come detto, si tratti di una condizione generalmente innocua e transitoria, il bruxismo nei bambini può comunque, specialmente nelle manifestazioni più serie, portare a una serie di conseguenze negative sulla sua salute.
Tra le principali sono da ricordare un’eccessiva usura dei denti decidui (e solo di rado anche di quelli permanenti), otturazioni, fratture dentali e disturbi all’articolazione della mandibola e dei muscoli masticatori. Parallelamente il bambino può lamentare mal di testa o dare segni di maggiore stanchezza.
Non esistono (e non sarebbero opportune) terapie e trattamenti per il bruxismo nei bambini così come non sono consigliati l’utilizzo delle placche occlusali (bite).
In caso di condizioni particolari o che destano preoccupazione nei genitori il consulto con il pediatra prima e con un dentista pediatrico poi si rivela necessario per controllare la situazione e valutare, anche in base all’età del bambino, eventuali rimedi. I genitori possono lavorare sulla serenità dei ragazzi e sulla loro crescita psicofisica sana, educandoli allo sport, alla riduzione delle condizioni di stress e investendo sempre molto sul gioco e su tutte quelle attività piacevoli e divertenti per il bambino.
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