
L'asilo che vorrei somiglia moltissimo alla società in cui mi piacerebbe vivere, che per tanti versi è ancora una chimera, ma che spero, insieme ...
Quando i bambini iniziano l'asilo si possono trovare a vivere dei momenti delicati e non sempre facili. Ecco qualche piccolo consiglio da mamma.
Settembre, tempo di scuola, asilo e inserimenti, più o meno faticosi. Per me, da quando sono nati i miei figli, è ormai il sesto anno di “scuola”, e dall’alto della mia umile esperienza mi fa piacere condividere qualche riflessione dedicata ai bambini che iniziano l’asilo.
Spesso i bambini che iniziano l’asilo piangono come se li stessero affidando alla strega di Hansel e Gretel. Per un’ora o per una giornata intera, per un paio di giorni o per intere settimane.
Altre volte, al contrario, cominciano con insperato entusiasmo (o apparente indifferenza), per poi cedere alla malinconia e all’insicurezza in una seconda fase, dopo qualche giorno o magari a mesi dall’inserimento.
L'asilo che vorrei somiglia moltissimo alla società in cui mi piacerebbe vivere, che per tanti versi è ancora una chimera, ma che spero, insieme ...
Il punto è che non è possibile avere il controllo di tutto, che i bambini a volte piangono, e piangono forte, per ragioni e in momenti che non sempre noi adulti siamo in grado di capire. Ma di solito basta un po’ di pazienza, di tempo, di empatia, e la tempesta passa.
Se possibile, non occuparti dell’inserimento all’asilo da sola. Alternati con il tuo compagno, con un nonno, con un’amica o comunque con qualcuno che non sia tu.
Non solo perché a volte il distacco dalla mamma può essere più faticoso (specie per bambini che fino a quel momento hanno trascorso gran parte del loro tempo proprio insieme alla madre), ma anche perché è utile concedersi una pausa in un percorso che può essere emotivamente impegnativo.
Non è facile, lo so. Affidare un figlio piccolo, su cui, fin da prima che nascesse, si è tanto investito in termini emotivi, fisici e psicologici, a delle sostanziali sconosciute è una sfida che può risultare impegnativa.
Ma concedere la nostra piena fiducia alle maestre – dopo aver stabilito che la meritano davvero – è l’unico modo per acquistare una definitiva serenità e trasmetterla ai propri figli.
L’inizio dell’asilo è il primo vero “debutto sociale”, per un bambino. Il primo confronto con l’esterno, la prima esperienza che, oltre a una crescita straordinaria in termini di consapevolezza, conoscenze, socializzazione etc, comporta anche inevitabili condizionamenti dall’esterno.
Tienilo a mente, e non stupirti troppo se tuo figlio dovesse “cambiare” in relazione agli altri, o chiederti di avere (o fare) cose che hanno (o fanno) i suoi compagni.
L’importante, anche se non è per niente facile, è avere poche coordinate precise e inamovibili in termini di educazione e stile di vita, e cercare di mantenervi fede, nonostante i capricci e le discussioni. Ma anche, ogni tanto, concedere e concedersi qualche compromesso!
Una cosa che non sempre viene istintiva ai genitori è pensare in prospettiva. È comprensibile: non c’è forse nessuna esperienza, nella vita, a essere altrettanto intensa (nel bene e nel male) come l’esperienza di crescere un figlio, con tutte le responsabilità che comporta.
Ogni tanto, però, potremmo provare a ridimensionare quello che accade e che ci condiziona in negativo il quotidiano. Se anche tuo figlio piange perché non vuole andare all’asilo, sappi che tra qualche mese o anno questo problema sarà solo un ricordo vago. Al quale penserai con un certo sollievo, e forse anche con un pizzico di tenera malinconia.
L’ultimo consiglio semiserio che mi sento di darti, se sei una mamma (o un papà, perché no) di bambini che iniziano l’asilo, è forse il più importante di tutti: sottraiti, finché puoi, al girone infernale dei gruppi di classe WhatsApp.
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