
L'idea che esistano giochi "da maschio" e "da femmina" è ancora molto radicata, ma si tratta solo di un pregiudizio. Superarlo è utile per i bamb...
Diversi studi scientifici e psicologici hanno acceso i riflettori su come dovrebbe essere l'ambiente nel quale crescere bambini resilienti, capaci di coltivare i loro talenti innati con l'aiuto dei loro genitori e diventare adulti brillanti.
I talenti dei bambini sono piccole gemme nascoste nel loro carattere, propensioni in alcuni casi innate che però meritano un’attenzione particolare da parte delle persone che si prendono cura di loro: saper riconoscere queste attitudini e coltivarle in un ambiente stimolante e accogliente è compito di genitori e caregivers.
Secondo la scienza e la psicologia, settori che hanno effettuato diversi studi sui cosiddetti “bambini eccezionali” e con talenti al di sopra della media, ci sono alcune costanti da considerare per poter predisporre questo tipo di ambiente e per far sì che i bambini anche molto piccoli (nella fascia 1-3 anni).
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In particolare il Dottor Kumar Metha si è interessato per anni al dibattito sul talento, studiando personaggi celebri con incredibili doti e scrivendo diversi libri sul tema. Nei suoi studi incrociati è andato molto a fondo per cercare di capire le origini della resilienza ma anche delle attitudini umane: come nascono, come devono essere coltivate e coccolate, in che modo si aiutano i bambini a sentirsi liberi di esprimere le loro propensioni.
Secondo il Dottor Metha, e diversi altri colleghi, sono 4 i modi in cui i talenti dei bambini sono liberi di venire fuori, così da gettare le basi per un futuro in cui non solo sarà pienamente soddisfatto di se stesso, ma si muoverà anche su un terreno abbastanza fertile da realizzare i suoi sogni più sfrenati.
Ecco i consigli ai genitori in arrivo da diversi studi scientifici e pedagogici sul tema.
Che si tratti di musica o di talenti sportivi, fondamentale secondo la psicologia dell’infanzia e per il dottor Metha è assecondare i bambini. Nella prima infanzia è bene fargli provare diverse esperienze (ad esempio un corso di psicomotricità, di musica, di gioco-danza) perché sono i grandi a doverlo accompagnare in questo viaggio di scoperta. Quando crescono, è fondamentale assecondare i loro gusti, anche se i genitori faticano a capirli. Se quell’attitudine non rientra negli schemi genitoriali non deve diventare un problema del bambino, che deve sentirsi libero di provare e osare, anche in campi inconsueti.
Nella ricerca The importance of self-esteem di Sherie Newman, pubblicato sul sito del Child Development and Family Center, si pone l’accento sull’importanza dell’autostima sin dai primi anni di vita, quando sembra che il bambino non abbia neanche una percezione del sé diversa da quella dei genitori. In realtà, essendo un essere umano in divenire, ha già un’identità: come i talenti deve essere coltivata. Secondo lo studio, costruire un ambiente in cui il bambino è libero di muoversi, evitando ad esempio di comportarsi da genitori elicottero, lo aiuta a gettare le basi delle sue scelte future.
Criticare i bambini perché non eccellono in qualcosa – in uno sport o in una competizione, persino al parco giochi con gli altri coetanei mentre si arrampicano sullo scivolo! – è uno dei passi falsi, secondo gli esperti, che non permette al piccolo di esprimere le sue attitudini. E se in mezzo alle sue propensioni ce ne fosse una incredibilmente eccezionale che viene messa a tacere da ansia, preoccupazioni o troppe critiche?
I bambini – in quanto esseri umani – sono curiosi. Soprattutto a partire dai 2 anni, quando cominciano a percepire il mondo circostante e a sfruttare il gioco simbolico o di finzione per creare universi nuovi e amici immaginari, entrano in una dimensione di domande continue e pressanti rivolte a persone di cui sanno di potersi fidare. Se queste non rispondono, non trovano mai tempo per dipanare un quesito o soddisfare una richiesta i bambini non possono muoversi su un terreno di fiducia, con grande impatto sul loro sviluppo cognitivo. Nelle interviste del Dottor Metha a diversi Premi Nobel, la costante relativa all’infanzia di queste persone è sempre legata alle risposte dei grandi, intese come apertura su un mondo che i piccoli ancora non conoscono, a cui non hanno accesso se non tramite il filtro dei genitori.
Come riportato nella ricerca promossa dal Family and Consumer Sciences della Ohio State University sul tema dell’autostima dei bambini, i genitori dovrebbero sempre creare aspettative realistiche, senza però mettere in cima la possibilità di fallimento (che è comunque possibile e non da stigmatizzare), quanto quella dell’errore. Sbagliare è necessario per calibrarsi, per sistemare il tiro, per capire cosa piace e cosa non piace. Vale per gli adulti ma anche per i piccoli che conoscono il mondo per la prima volta e cercano di capire che ruolo hanno nella società che li accoglie. La libertà dell’errore, in questo senso, è fondamentale per tenere sotto controllo le aspettative: in questo modo si stimola la sana competizione, si accetta di sbagliare, si raggiungono traguardi possibili e si può alzare l’asticella, negli step successivi (e in base alla fascia d’età) per eccellere in un determinato ambito.
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