
Viene considerato il primo "compagno di giochi" del neonato, si regala anche prima della nascita del bambino e può avere un effetto calmante e ril...
Le regole della Società italiana di pediatria per favorire il sonno dei bambini: no a tablet e smartphone, sì al rispetto degli orari.
Ci sono i bambini che dormono senza svegliarsi (quasi) mai, quelli invece che hanno il sonno particolarmente leggero. Ci sono però anche alcuni suggerimenti utili per aiutare il sonno dei più piccoli. Si tratta di alcune semplici “regole” riassunte anche dalla Società italiana di pediatria che sottolinea come “il 25% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffra di disturbi del sonno, mentre dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%”.
Tra i fattori indicati come responsabili del peggioramento del sonno anche durante l’infanzia si trovano, continua la Sip, “i ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici”, che hanno causato
Una discordanza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali. I disturbi del sonno, aumentati soprattutto negli ultimi 20 -30 anni, possono avere effetti negativi sulla salute e sulla qualità della vita del bambino ma anche dei genitori. Non stupisce, quindi, che siano uno dei principali fattori di ansia per mamme e papà e uno dei motivi più frequenti di visita dal pediatra o neuropsichiatra infantile.
Oltre a ciò, secondo la Società di pediatria, si trovano anche comportamenti scorretti dei genitori:
Gli errori di comportamento dei genitori possono, invece, manifestarsi durante i risvegli, tra questi la tendenza, per esempio, ad accorrere subito e a prendere in braccio il bambino sia all’addormentamento che durante i risvegli e l’abitudine alla condivisione del letto dei genitori, il cosiddetto cosleeping. Un altro fattore molto importante è la modalità di alimentazione: i risvegli notturni a 6 e a 12 mesi sono più frequenti nei bambini allattati al seno, 52% contro 20% di quelli allattati artificialmente (verosimilmente legato all’allattamento a domanda, più frequente nei bambini allattati al seno).
Viene considerato il primo "compagno di giochi" del neonato, si regala anche prima della nascita del bambino e può avere un effetto calmante e ril...
Ecco allora alcune regole d’oro che possono migliorare, secondo i pediatri, il sonno dei bambini piccoli (ma anche dei loro genitori):
È importante per garantire il buon sonno dei più piccoli, sottolineano i pediatri, abituarli ad andare a dormire sempre alla stessa ora, adattando i tempi della famiglia a quelli del bambino e non viceversa.
Addormentarsi sul divano per poi esser messo nel lettone, ad esempio, può avere un effetto controproducente: per questo i pediatri raccomandano di fare addormentare i piccoli nel loro letto o culla, che sia in cameretta o nella camera dei genitori. Importante è anche l’illuminazione della stanza, che deve essere soffusa mentre si fa addormentare il bambino.
Quando il bambino è molto piccolo il momento della pappa scivola velocemente verso il sonno, e le due fasi non sono nettamente separate. Crescendo invece mostra l’intorpidimento da sonno con alcuni segnali più o meno evidenti, dicono i pediatri: ad esempio succhia il latte o il biberon con minore forza e inizia a chiudere gli occhi, e a quel punto significa che è il momento di portarlo nel lettino.
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Anche durante il giorno è importante mantenere gli orari della pappa, anche se il bambino va all’asilo.
La luce dei device elettronici, che sia uno smartphone, un tablet o il pc, influenza, come il sonno dei grandi, anche quello dei più piccoli: per questo la Sip suggerisce di spegnerli almeno un’ora prima del momento di andare a nanna, e, in ogni caso, di tenerli fuori dalla stanza da letto.
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Assumere liquidi prima di addormentarsi, come latte o camomilla, può disturbare il sonno. Al loro posto può essere utile dare il ciuccio.
Un buon sonno dipende anche dalla giusta illuminazione: se durante il pomeriggio va bene mantenere la luce dell’ambiente, spiegano i pediatri, è meglio ridurre l’esposizione il più possibile per la notte e potenziarla appena svegli.
Dopo le 16, consiglia la Sip, bisognerebbe evitare di somministrare ai bambini sostanze eccitanti come tè non deteinato, bevande a base di caffeina e cioccolato.
Gli esperti consigliano di preferire cibi contenenti fibre, ma anche carne bianca, pesce azzurro, verdure, legumi e cereali.
Il cosleeping, cioè la pratica di tenere il bambino nel “lettone” con i genitori, secondo la Società italiana di pediatria non favorisce la qualità del sonno. Al contrario, spiega, sarebbe più utile abituarli a dormire nel loro ambiente e, se si svegliano, riportarli nel loro letto.
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