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Alcuni farmaci se vengono assunti durante l'allattamento possono essere dannosi per il bambino: ecco quali, e come comportarsi.
L’allattamento al seno sarebbe sempre da preferire. Non sempre è però possibile allattare il proprio figlio al seno, per diversi motivi. Uno di questi può essere la necessità di intraprendere una terapia farmacologica.
Non tutti i farmaci, va ricordato, sono pericolosi durante l’allattamento, che quasi sempre può continuare senza problemi. Un’altra considerazione riguarda la differenza tra farmaci potenzialmente teratogeni (cioè pericolosi per il rischio di malformazioni fetali) in gravidanza e farmaci pericolosi in allattamento: un farmaco dannoso in gravidanza può essere infatti innocuo durante l’allattamento, e viceversa.
La tossicità di una sostanza dipende infatti dalla sua capacità di influire sullo sviluppo del feto prima e di essere assorbita dal latte materno poi.
I principali problemi che derivano dall’assunzione di farmaci durante l’allattamento sono dovuti dal fatto che alcune sostanze possono passare attraverso il latte materno e arrivare così al bambino. Spiega l’Istituto superiore di Sanità in un documento ad hoc:
Gli studi epidemiologici hanno stimato che due terzi delle neomamme assumono almeno un medicinale durante le prime settimane dopo il parto. Emerge da un’indagine effettuata nel 2004 in Italia, che degli oltre 11.000 farmaci disponibili sul mercato nazionale, l’80% era controindicato durante l’allattamento secondo i foglietti illustrativi delle confezioni, mentre solo per il 2% era stato formulato un chiaro profilo di sicurezza. Quanto alle raccomandazioni e alle indicazioni sulla sicurezza espresse sui singoli farmaci da organizzazioni o società scientifiche nazionali o internazionali, non è rara l’evenienza che non siano univoche, il che, per un principio di cautela, conduce l’operatore alla presunzione di un rischio. L’uso dei farmaci rappresenta una controindicazione all’allattamento al seno solo quando esistano prove documentate in merito.
Prima di assumere un farmaco durante l’allattamento, anche quelli “da banco”, è sempre opportuno informare il medico o il pediatra, per valutare eventuali effetti collaterali sul bambino.
I farmaci per cui esistono sicure controindicazioni durante l’allattamento non sono molti, e sono utilizzati per la cura di gravi patologie materne. Questi sono i farmaci antitumorali e le sostanze radioattive.
Per i gravi effetti dei farmaci durante le terapie antitumorali l’allattamento va sospeso e non si può più riprendere.
Per quanto riguarda invece le terapie con sostanze radioattive l’allattamento va sospeso ma può riprendere una volta smaltite le sostanze potenzialmente dannose.
Tra i farmaci considerati invece sicuri anche durante l’allattamento, se assunti a dosaggi abituali, spiega l’Iss, si trovano:
Il Ministero della salute indica come riferimento il sito del governo statunitense che raggruppa i possibili effetti collaterali dei singoli farmaci: l’elenco dei principi attivi si trova a questo link.
In linea di massima, quindi, un farmaco come il Bentelan in allattamento non è dannoso. L’Aspirina in allattamento andrebbe invece assunta con cautela, come pure l’Oki (farmaco a base di ketoprofene), perché ha mostrato effetti avversi durante l’allattamento. Lo stesso discorso vale per i farmaci antidepressivi o ansiolitici come lo Xanax (a base di Alprazolpam).
La penicillina e i suoi derivati possono, invece, essere presi senza problemi, e raramente danno origine reazioni allergiche.
Per qualsiasi dubbio sull’utilizzo di un farmaco durante l’allattamento ci si può rivolgere al proprio medico, ovviamente, e ai seguenti numeri utili:
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