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Quali erbe officinali possono aiutare le mamme in allattamento ad aumentare la produzione di latte e quali sono i rischi del loro utilizzo.
È possibile che l’uso delle erbe possa aumentare la produzione del latte? In quasi tutte le culture si trova l’uso di qualche tipo di erba o pianta o pozione che aiuta ad incrementare la produzione del latte. Oltre al periodo della gravidanza anche durante l’allattamento occorre prestare molta cautela nell’uso delle erbe officinali.
Alcune di queste erbe funzionano infatti da placebo, quindi di fatto non stimolano la produzione di latte, altre non funzionano affatto. Altre ancora contengono uno o più principi attivi, che possono essere innocui e non avere di fatto alcun effetto (quindi neanche l’aumento della produzione di latte) oppure provocare effetti collaterali di varia entità.
Le erbe comunemente considerate galattogene, che cioè aiuterebbero ad aumentare la produzione di latte, ma di cui non è stata provata l’efficacia, sono i semi di finocchio e di anice, i coni di luppolo, la verbena e la galega officinalis.
Le erbe vengono utilizzate come infusi nelle tisane, e la galega, in particolare, viene utilizzata nella credenza che aumenti di molto la produzione di latte: si tratta di una convinzione non supportata da prove scientifiche, nonostante tali erbe siano utilizzate dall’antichità proprio per aumentare il latte.
Il consumo della galega è poi sconsigliato a chi soffre di diabete, poiché interferisce con l’assimilazione dei farmaci che lo tengono sotto controllo. Prima di assumerla è sempre consigliato chiedere il parere del proprio medico.
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Altre erbe officinali utilizzate per l’aumento della produzione di latte materno sono il fieno greco e il cardo mariano, ma anche le foglie di lamponi e il lievito di birra. Anche per queste piante non è stata provata l’efficacia.
Le erbe per aumentare la produzione di latte, quindi, servono?
Innanzitutto è bene ricordare, come abbiamo anticipato, che anche le erbe possono avere effetti collaterali. Per questo non vanno mai assunte senza avere prima consultato il proprio medico. Come evidenzia un documento redatto dall’Agenzia del farmaco
È importante sottolineare il frequente ricorso a “rimedi naturali” anche in corso di gravidanza e allattamento allo scopo di evitare farmaci di sintesi, inseguendo un’idea che erroneamente associa i prodotti erboristici ad una maggiore sicurezza. Infatti, anche quando tali prodotti vengono utilizzati con le modalità più opportune, possono comunque verificarsi reazioni non desiderate, dovute alla qualità del prodotto utilizzato (residui di fitofarmaci, metalli pesanti, purezza degli estratti, variabilità dei principi attivi etc).
Gli esperti dell’Associazione culturale pediatri poi avvertono:
Per favorire la produzione di latte vengono frequentemente utilizzati molti preparati perlopiù a base di erbe. Per la maggior parte di essi non vi sono prove di efficacia (falso mito), se non aneddotiche, e mancano informazioni sul meccanismo farmacologico, sulla farmacocinetica e, soprattutto, controlli sulla sicurezza e sugli effetti avversi di questi preparati.Alcune erbe possono poi alterare il sapore del latte, come la genziana, il lichene e la china. Altre possono invece dare origine a reazioni allergiche nel neonato.
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Il consiglio è quello di rivolgersi sempre ad un medico prima di assumere erbe o piante officinali, soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento.
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